Buone Feste!

dicembre 23, 2009 1:10 pm

Buone feste!

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4 Commenti »

  1. BUONE FESTE A TUTTI VOI, A TUTTI NOI!

  2. Il fuoco ardente che brucia nel cuore del fratello di Paolo Borsellino è lo stesso di quello che infiammava il cuore del valoroso giudice ucciso dalla Mafia. Resistenza! Resistenza!Resistenza! Questo il grido coraggioso che infiammò il polpolo viola nel quale mi trovavo in Piazza S.Giovanni quel giorno. E nel mio cuore quelle parole suscitarono vibrazioni di forza ,coraggio e speranza vivida . Sono orgoglioso di avere risposto e dato riscontro a quel grido entrando a far parte di quel popolo con tutto il mio cuore e con tutto me stesso.
    domenico gangemi.

  3. PER NON DIMENTICARE

    Oggi ricorre l’anniversario dell’assassinio di Pippo Fava, trucidato a Catania il 5 gennaio 1984 dalla mafia. Un personaggio carismatico, apprezzato dai propri collaboratori per la professionalità e il modo di vivere semplice. È stato direttore responsabile del Giornale del Sud e fondatore de I Siciliani, secondo giornale antimafia in Sicilia. Erano le ore 22.00 del 5 gennaio 1984, Pippo Fava si trovava in via dello Stadio a Catania e stava andando a prendere la nipote che recitava al Teatro Verga. Aveva appena lasciato la redazione del suo giornale. Non ebbe il tempo di scendere dalla sua Renault 5 che fu freddato da cinque proiettili calibro 7,65 alla nuca. Inizialmente, l’omicidio venne etichettato come delitto passionale, sia dalla stampa che dalla polizia. Si disse che la pistola utilizzata non fosse tra quelle solitamente impiegate in delitti a stampo mafioso. Si iniziò anche a frugare tra le carte de I Siciliani, in cerca di prove: un’altra ipotesi era il movente economico, per le difficoltà in cui versava la rivista.
    Anche le istituzioni, in primis il sindaco Angelo Munzone, diedero peso a questa tesi, tanto da evitare di organizzare una cerimonia pubblica alla presenza delle più alte cariche cittadine. Le prime dichiarazioni ufficiali furono clamorose. L’onorevole Nino Drago chiese una chiusura rapida delle indagini perché «altrimenti i cavalieri (Carmelo Costanzo, Gaetano Graci , Mario Rendo e Francesco Finocchiaro, che Pippo Fava in un suo articolo definì “I quattro cavalieri dell’apocalisse mafiosa”) potrebbero decidere di trasferire le loro fabbriche al Nord». Il sindaco ribadì che la mafia a Catania non esisteva (ma guarda te ! . . . vuoi vedere che un giorno scopriremo che la mafia è soltanto un’invenzione della Lega Nord per discreditare la Sicilia?). A ciò ribatté l’alto commissario Emanuele De Francesco, che confermò che «la mafia è arrivata a Catania, ne sono certo», e il questore Agostino Conigliaro, sostenitore della pista del delitto di mafia.
    Il funerale si tenne nella piccola chiesa di Santa Maria della Guardia in Ognina e poche persone diedero l’ultimo saluto al giornalista: furono soprattutto giovani ed operai quelli che accompagnarono la bara. Inoltre, ci fu chi fece notare che spesso Fava scriveva dei funerali di stato organizzati per altre vittime della mafia, a cui erano presenti ministri e alte cariche pubbliche: il suo, invece, fu disertato da molti, gli unici presenti erano il questore, alcuni membri del PCI e il presidente della regione Santi Nicita.
    Successivamente, l’evidenza delle accuse lanciate da Fava sulle collusioni tra Cosa nostra e i cavalieri del lavoro catanesi fu rivalutata dalla magistratura, che avviò vari procedimenti giudiziari e dopo un primo stop nel 1985, per la sostituzione del sostituto procuratore aggiunto per “incompatibilità ambientale”, il processo riprese a pieno ritmo solo nel 1994.
    Nel 1998 si è concluso a Catania il processo denominato “Orsa Maggiore 3″ dove per l’omicidio di Giuseppe Fava sono stati condannati all’ergastolo il boss mafioso Nitto Santapaola, ritenuto il mandante, Marcello D’Agata e Francesco Giammuso come organizzatori, e Aldo Ercolano come esecutore assieme al reo confesso Maurizio Avola. Nel 2001 le condanne all’ergastolo sono state confermate dalla Corte d’appello di Catania per Nitto Santapaola e Aldo Ercolano, accusati di essere stati i mandanti dell’omicidio. Assolti Marcello D’Agata e Franco Giammuso che in primo grado erano stati condannati all’ergastolo come esecutori dell’omicidio. L’ultimo processo si è concluso nel 2003 con la sentenza della Corte di Cassazione che ha condannato Santapaola ed Ercolano all’ergastolo e Avola a sette anni patteggiati.
    Sono stati due i pentiti protagonisti del processo: Luciano Grasso e Maurizio Avola. Entrambi sono stati presi di mira da La Sicilia (evviva la libertà di stampa . . . !), che ha annunciato il pentimento di Grasso prima ancora che avesse potuto testimoniare contro gli assassini di Fava (poi effettivamente l’avrebbe fatto, ma ad un altro inquirente) e che ha cercato più volte di screditare Avola tramite Tony Zermo. Avola, in particolare, spiegò che Santapaola organizzò l’omicidio per conto di alcuni «imprenditori catanesi» e di Luciano Liggio: nessuno di questi però è stato condannato come mandante. Un altro “perchè ?” cui non avremo mai una risposta, come per la maggior parte degli eventi inspiegabili (?) di questa Isola.
    Il 28 dicembre 1983 rilascia la sua ultima intervista a Enzo Biagi nella trasmissione Filmstory, trasmessa su Rai Uno, sette giorni prima del suo assassinio. Raccontava Fava:
    « Mi rendo conto che c’è un’enorme confusione sul problema della mafia. I mafiosi stanno in Parlamento, i mafiosi a volte sono ministri, i mafiosi sono banchieri, i mafiosi sono quelli che in questo momento sono ai vertici della nazione. Non si può definire mafioso il piccolo delinquente che arriva e ti impone la taglia sulla tua piccola attività commerciale, questa è roba da piccola criminalità, che credo abiti in tutte le città italiane, in tutte le città europee. Il fenomeno della mafia è molto più tragico ed importante…. »
    (il materiale per al ricostruzione dell’assassinio di Pippo Fava è stato estrapolato dal sito http://it.wikipedia.org

  4. Da iscritto, da simpatizzante, da persona che crede in ciò che si propone mi domando e vi domando: le feste sono finite da un bel pò, CHE FINE HANNO FATTO LE “AGENDE ROSSE ?”

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